L'IMPROVVISAZION TEATRALE
Se l’immaginario comune spesso accosta improvvisazione a imprecisione e superficialità,
questa disciplina è nella realtà tutt’altro che improvvisata, essa richiede infatti preparazione, applicazione e molta pratica.
Che cos'è l'improvvisazione teatrale?
Per CambiScena l’improvvisazione teatrale è creare storie e personaggi, ambienti ed emozioni senza seguire un copione, senza scenografie o costumi, senza canovaccio né suggeritore; è interpretare “sul momento” grazie alla fantasia, alla spontaneità, all’interazione e all’ascolto; è l’arte di scrivere sul foglio bianco della scena senza programmare, ma costruendo-facendo; è ispirazione data dalla musica, dal corpo, dalla parola e dalla mente di gruppo.

ASCOLTO

Essere aperti e disponibili. Sentire con il corpo e con le emozioni.

GRUPPO

Lavorare come una squadra. Accettare ed integrare le proposte degli altri.

GIOCO

Dare libero sfogo a fantasia e spontaneità. Valorizzare il divertimento.

CREATIVITÀ

Liberare la mente per creare dal niente. Raccogliere tutte le ispirazioni.

RISCHIO

Darsi il permesso di sbagliare. Uscire dalla propria zona di comfort.
Gli spettacoli di improvvisazione teatrale
Nei nostri spettacoli l'improvvisazione diventa materia prima della rappresentazione
e p
roprio per questo, sul palcoscenico lo spettacolo è sempre un evento unico e irripetibile.
Emozionante per il pubblico, avventuroso per gli attori in scena.
Gli attori
La creazione estemporanea di una regia teatrale condivisa, l'ispirazione reciproca e il raggiungimento di un alto livello di ascolto e di affinità con il gruppo con il quale si lavora, sono l'essenziale e irrinunciabile fondamento di questa disciplina.
Ogni processo artistico-creativo inizia con l'improvvisazione e il Teatro di Improvvisazione porta all'estremo questo concetto materializzando direttamente sulla scena il criterio del "qui ed ora".
Con la pratica e l'esercizio di tecniche teatrali, meccanismi specifici e un atteggiamento di apertura e disponibilità l'attore in scena diventa contemporaneamente regista e autore di sé stesso e del gruppo.
Il pubblico
Un attore è tale se esiste un pubblico, e nel teatro di improvvisazione è proprio lo spettatore a diventare parte integrante del gioco creativo.
Lo spettatore interviene nella creazione delle storie e dei personaggi, viene invitato a tifare o a partecipare alla narrazione diventando uno stimolo continuo, ispirazione necessaria ed essenziale della performance istantanea.
L'improvvisazione teatrale è dunque divertimento, stupore, coinvolgimento e partecipazione di tutti a beneficio di tutti.
I format più conosciuti
 Theatresports™
(diffuso soprattutto nei paesi anglofoni e in Italia)

Il Theatresports™ è un format di improvvisazione teatrale ideato da Keith Johnstone. In superficie si tratta di una "competizione teatrale" a squadre che prende spunto dal combattimento fittizio e illusorio del wrestling professionista. Davanti al pubblico i giocatori sembrano voler vincere sull'altra squadra, ma sono in realtà animati da un desiderio condiviso e reciproco di dare vita ad un teatro dinamico e interessante.
 Imprò
(diffuso in Italia)


Vent'anni dopo le prime “importazioni” degli spettacoli di origine francofona e anglofona, nasce in Italia nel 2006 il format dal titolo IMPRÒ diffuso dall'associazione nazionale Improteatro. Si può definire come il primo frutto maturo dell'improvvisazione moderna italiana nel quale si fondono modelli classici della tradizione improvvisativa ed elementi innovativi. Una sfida tra due squadre di improvvisatori, un giudice inflessibile ed è il pubblico che vota.
 Match di Improvvisazione Teatrale®
(diffuso soprattutto nei paesi francofoni e in Italia)

Format nato in Canada per iniziativa di due attori e registi: Robert Gravel e Yvon Leduc che crearono un ibrido tra teatro e un match sportivo. L'ambiente esteriore e scenografico del Match di improvvisazione teatrale è quello di una partita di hockey su ghiaccio. Lo spirito è quello di una competizione artistico/sportiva fra due squadre di giocatori/attori che si contendono la vittoria in 90 minuti di “gioco” divisi in due tempi.
La storia dell'improvvisazione teatrale
L'Improvvisazione ieri
Fin da Aristofane abbiamo tracce di questa tecnica, al tempo legata principalmente alla commedia ed al teatro popolare. Portata agli estremi da Plauto e dall'istrione, la tecnica dell'improvvisa fu fondamento della Commedia dell'Arte, con le recite "a soggetto", tanto da diventare, con l'uso del canovaccio, la caratteristica fondamentale della tecnica recitativa professionale.
Fu poi ripresa dall'avanspettacolo e dal teatro di rivista, dove ebbe grandissimi interpreti quali Ettore Petrolini, Totò, Macario e Carlo Dapporto. È poi diventata un tratto tipico del teatro più vicino alla tradizione popolare, nonché di quello dialettale, come nelle opere di Eduardo e Peppino De Filippo.
L'Improvvisazione oggi
L'improvvisazione teatrale assume la forma che tutt'oggi conosciamo grazie ai gruppi d'avanguardia novecenteschi, guidati da accademici, teorici, registi, attori e commediografi come Viola Spolin, Robert Gravel, Yvon LeducDel CloseKeith Johnstone, che pongono al centro della filosofia e della pratica del teatro d'improvvisazione il gioco, il lavoro di gruppo, la comunicatività, la creatività, la capacità di correre dei rischi, la rapidità nel prendere decisioni, e l'adattamento alle situazioni impreviste che si possono verificare durante gli spettacoli.
L'improvvisazione teatrale approda in Italia alle fine degli anni '80 e da quel momento, come accade in tutto il mondo, subisce continue trasformazioni e sviluppi, prova ne sono i molteplici e differenti format e gruppi che nascono e si diffondono anche grazie ai continui scambi tra paesi, persone e culture.
CambiScena è prima di tutto un’associazione culturale senza scopo di lucro. Luogo di condivisione e volontariato che ha come obiettivo la diffusione della disciplina e della filosofia dell’improvvisazione teatrale attraverso l'organizzazione di attività di spettacolo e formazione.
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